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Afghanistan: il ritorno dei talebani

Sette anni dopo l’avvio della missione “Enduring Freedom” lanciata dal “Commander in Chief” George W. Bush, l’Afghanistan rimane un paese sconvolto dalla guerra e lontano dalla stabilizzazione politica. Secondo quanto trapela dai vertici della missione ISAF, infatti, è in atto una controffensiva di gruppi armati talebani nel sud del paese, che ha riportato gli insorgenti ad occupare delle zone precedentemente in mano alle forze dell’Alleanza Atlantica. L’attentato del 19 agosto 2008, in cui persero la vita dieci parà dell’esercito francese che stavano perlustrando il distretto di Saroubi, testimonia che i talebani rappresentano ancora una minaccia concreta per le missioni della forza internazionale impegnate in Afghanistan e di conseguenza per le sorti del governo di Hamid Karzai, ancora troppo debole per poter guidare il paese senza un adeguato sostegno militare. Il risveglio dell’attività militare dei talebani è senza dubbio collegato all’aumento degli introiti provenienti dal traffico di stupefacenti. Nonostante i buoni risultati raggiunti negli anni precedenti, frutto della cooperazione tra autorità locali, NATO e Russia, nel 2008 l’Afghanistan è stato il primo paese produttore di oppio, con una quota pari all’82% del mercato mondiale. Poiché gran parte dei terreni coltivati a papavero sono situati nella parte meridionale del paese, controllata dagli insorgenti, i proventi dell’esportazione di droga rimangono nelle mani dei talebani. Questa grande disponibilità finanziaria, che lo United Nations Office for Drugs and Crime calcola essere di $4 miliardi annui, ha permesso il riarmo dei ribelli, esponendo a maggiori rischi le truppe impegnate nelle operazioni di pattugliamento. Per questo motivo i vertici delle missioni “Enduring Freedom” e ISAF ritengono che la pacificazione dell’Afghanistan debba procedere di pari passo con una maggiore attenzione nella lotta al narcotraffico. I programmi dell’Amministrazione di Washington nel medio termine prevedono di dislocare a Kabul una parte delle truppe impiegate in Iraq dove, al contrario, la situazione sembra evolversi positivamente. Questa scelta è auspicata soprattutto dagli analisti strategici, secondo i quali è necessario un maggiore presidio del territorio per liberare l’Afghanistan dall’influenza talebana. Per fare questo, però, è indispensabile un ulteriore sforzo di tutti paesi coinvolti nella lotta al terrorismo che al momento si sono mostrati riluttanti di fronte alla richiesta, da parte di Washington, di inviare forze fresche e mezzi adeguati alla missione. I costi economici elevati e la prospettiva di veder aggravato il bilancio di vite umane potrebbe far propendere molti governi, in particolare quelli europei, per il ritiro delle truppe. In quel caso la crisi in Afghanistan avrebbe risvolti impensabili fino a poco tempo fa, con il rischio concreto che i talebani possano restaurare il loro controllo sul paese.

Autore: Piero Spinucci

Sommario

Presentazione
- Afghanistan: esplode mina a Helmand, 2 soldati feriti
- Afghanistan: esperti, attentato nel sud dimostra che talebani sono ancora forti
- Afghanistan: ONU, talebani hanno guadagnato 100 mln dollari con oppio
- Afghanistan: rapporto Pentagono mette in guardia, guerriglia si è riunita
- Afghanistan: governatore Nimroz sopravvive ad attentato, 4 morti
- Afghanistan: Koofi, con appoggio a Talebani potenze straniere sfidano Usa
- Afghanistan: Malalai Joya, Talebani forti grazie a sostegno dall'esterno
- Afghanistan: Europarlamento, allarme oppio si aumentino truppe e sforzi
- Afghanistan: Karzai, intelligence pakistana dietro violenze nel paese
- Afghanistan: tensioni con il Pakistan, Kabul sospende incontri bilaterali
- Pakistan: esercito nega movimenti insoliti al confine afghano
- Afghanistan: militari usa uccidono oltre 150 insorti vicino a frontiera con Pakistan
- Pakistan: esperti, attacco missilistico Usa e' messaggio a Islamabad
- Afghanistan: Acbar, livelli record insicurezza ostacolano aiuti
- Afghanistan: Helmand, 50 mln dollari di investimenti per sradicare coltivazioni oppio
- Afghanistan: in arrivo da Karachi megafornitura per Nato, rischio talebani
- Afghanistan, uccisi dieci paracadutisti francesi
- Afghanistan: think tank, talebani ormai a un passo da Kabul
- Pakistan: l'Isi, da 60 anni il potere forte del paese e della regione/scheda
- Pakistan: sul dopo-Musharraf l'incognita del controllo sull'intelligence
- Pakistan: colpite autoblindo Usa a Karachi, preoccupazioni per maxi-convoglio per Kabul
- Afghanistan: Talebani sempre più forti grazie a narcotraffico via Dubai
- Gordon Brown sfuggito ad attentato in Afghanistan
- Pakistan: missile USA contro base militanti, 6 morti
- Pakistan: residenti denunciano raid USA con 15 morti, anche civili
- Pakistan: protesta contro raid oltre confine forze coalizione internazionale
- Pakistan: blitz USA al confine, convocato ambasciatore americano
- Pakistan: esercito, diritto a reagire in modo opportuno ad attacchi oltre confine
- Afghanistan: talebani rivendicano attentato kamikaze contro italiani a Herat
- Afghanistan: talebani annunciano diserzione alto ufficiale e 50 soldati
- Afghanistan: ex inviato Ue, dal 2001 situazione non e' migliorata

 

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