|
Il sistema politico siriano contemporaneo
Come numerosi altri paesi del mondo arabo, la Repubblica Araba Siriana è dotata di un regime presidenziale. Negli anni successivi all’indipendenza (1946) la Siria ha conosciuto diverse esperienze politiche oscillanti, di fatto, tra parlamentarismo e dittatura. In seguito all’ennesimo colpo di Stato, in novembre 1970, nel paese è stata adottata una costituzione, entrata in vigore nel 1973. E’ questa che stabilisce i fondamenti del regime attuale. Al fine di comprendere meglio l’attuale fisionomia del sistema politico siriano è necessario risalire agli eventi della seconda metà del XX secolo. Nel 1963, i membri del partito Baath (panarabo e socialista, in arabo ‘resurrezione’) organizzano un colpo di Stato, grazie al quale si installano al potere, cercano di realizzare l’unità politica del mondo arabo creando una entità politica sopranazionale. Nel 1965, come conseguenza di una lotta intestina, i principali fondatori del partito Michel Aflak e Salaheddine Bittar vengono soverchiati dai membri dell’ala militare del Baath, di cui Hafez al-Assad fa parte. Quest’ultimo raggiunse i vertici dello Stato grazie ad un colpo di forza qualche giorno dopo la morte di Nasser, in autunno 1970. Gli orientamenti principali assunti dai leaders baathisti negli anni ’60, che miravano all’instaurazione di una ‘democrazia popolare’ sullo stile sovietico, vengono adottati da Hafez al-Assad e sanciti nella costituzione.
Sommario
Presentazione L’organizzazione formale del potere - Un partito egemonico - Il governo - L’Assemblea legislativa - L’esercito e la Sicurezza dello Stato Il funzionamento del regime - L’essenza del Potere siriano - L’inamovibilità del Baath - Il governo, un'istituzione intermedia - L’Assemblea del popolo, parente povero del regime - La mano delle forze armate nelle infrastrutture del regime Conclusioni Bibliografia Breve cronologia
|
|