|
Petrolio africano e sicurezza internazionale
Nigeria, Angola, Guinea Equatoriale, Congo e Gabon stanno emergendo come fornitori di energia in concorrenza con i grandi produttori tradizionali di petrolio e gas quali Iran, Venezuela e Federazione Russa. L’obiettivo strategico degli Stati Uniti, in particolare della nuova amministrazione Obama, sembra essere proprio quello ridurre la dipendenza dai fornitori abituali, incrementando la produzione nei paesi del Golfo di Guinea. In quest’area, infatti, il dipartimento di Stato americano stima che ci sia circa il 10% delle riserve mondiali di idrocarburi, mentre quasi la metà della produzione attuale è destinata al mercato statunitense. In un momento in cui i paesi più industrializzati devono fare i conti con la crescita della domanda interna d’energia e la riduzione delle riserve d’idrocarburi nei loro territori, le due crisi successive (2006 e 2008) fra Russia ed Ucraina hanno dimostrato quali sono gli effetti negativi di un’eccessiva dipendenza da pochi fornitori che agiscono in maniera poco trasparente. Inoltre, “the ways we use energy strengthen our adversaries”, ha dichiarato il presidente americano Obama nel suo discorso d’insediamento alla Casa Bianca, ovvero se vogliamo veramente avere un peso nelle negoziazioni con certi paesi dobbiamo anche ridurre la nostra dipendenza dal loro gas e petrolio. Per ridurre la dipendenza energetica, specialmente dai ‘paesi avversari’, molti governi stanno investendo in fonti d’energia rinnovabili (bio-carburanti, generazione eolica, solare e idroelettrica) così come nel nucleare, senza trascurare la continua esplorazione di nuove regioni che potrebbero ancora fornire grandi quantitativi di combustibili fossili. Anche per questo motivo l’Africa centro-occidentale è molto più interessante oggi di quanto lo fosse diversi decenni fa. In particolare sembrano essere di grande interesse Nigeria, Angola, Congo - Brazzaville e Guinea Equatoriale non solo per le riserve accertate di petrolio e gas, ma anche per i costi di estrazione e trasporto non elevatissimi. L’insicurezza, l’instabilità politica e l’elevato livello di corruzione sono, però, molto diffusi nella regione e rallentano i ritmi d’estrazione perché disincentivano gli investitori stranieri. Eni, spesso in anticipo sulle tendenze globali, è presente in Africa centro-occidentale da più di 40 anni. Già nel 1962 era attivo in Nigeria ed ora è presente, in diversa misura, in tutta la regione (Nigeria, Gabon, Congo, Angola e Mozambico) ed in tutti i settori dell’industria petrolifera: esplorazione, estrazione, trasporto e, recentemente, ha iniziato la realizzazione di un impianto di liquefazione di gas naturale. La grande rilevanza strategica di questa regione, però, contribuisce all’internazionalizzazione delle problematiche regionali come il traffico di droga, la tratta degli esseri umani e qualsiasi forma di contrabbando lungo la fascia del Sahel, che attraversa il continente africano da est a ovest. Autore: Piero Spinucci, Ermete Mariani
Sommario
Introduzione Minacce regionali e sicurezza internazionale Alla ricerca di nuovi fornitori d’energia * Fig. 1: Flussi commerciali di petrolio * Fig. 2: Confronto prezzi del petrolio africano e media Opec Politica e energia in Africa centro-occidentale * Fig. 3: Riserve di petrolio e gas in Africa ANGOLA _ Situazione politica _ Situazione economica * Fig. 4: Indicatori di business climate _ Sicurezza * Fig. 5: Angola - rating sicurezza Risorse energetiche: potenzialità e mercati Interscambio con l’Italia e le attività di Eni * Fig. 6: Esportazioni italiane in Angola e interscambio commerciale * Fig. 7: Giacimenti offshore di Cabinda (Angola) CONGO – Brazzaville _ Situazione politica _ Situazione economica * Fig. 8: Indicatori di business climate _ Sicurezza * Fig. 9: Repubblica del Congo – rating sicurezza _Risorse energetiche: potenzialità e mercati _ Interscambio con l’Italia e le attività di Eni * Fig. 10: Esportazioni italiane in Congo e interscambio commerciale GABON _ Situazione politica _ Situazione economica * Fig. 11: Indicatori di business climate _ Sicurezza * Fig. 12: Gabon - rating sicurezza _ Risorse energetiche: potenzialità e mercati _ Interscambio con l’Italia e le attività di ENI * Fig. 13: Esportazioni italiane in Angola e interscambio commerciale GUINEA EQUATORIALE _ Situazione politica _ Situazione economica * Fig. 14: Indicatori di business climate _ Sicurezza * Fig. 15: Guinea Equatoriale - rating sicurezza _ Risorse energetiche: potenzialità e mercati * Fig. 16: Giacimenti di petrolio e gas in Guinea Equatoriale _ Interscambio con l’Italia * Fig. 17: Esportazioni italiane in Guinea Equatoriale e interscambio commerciale NIGERIA _ Situazione politica _ Situazione economica * Fig. 18: Indicatori di business climate _ Sicurezza * Fig. 19: Nigeria – rating sicurezza _ Risorse energetiche: potenzialità e mercati _ Interscambio con l’Italia e le attività di Eni * Fig. 20: Esportazioni italiane in Nigeria e interscambio commerciale * Fig. 21: Giacimenti di petrolio e gas in Nigeria Conclusioni
|
|