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14 marzo, un referendum per Ahmadinejad?

Il prossimo 14 marzo si svolgeranno in Iran le elezioni per il rinnovo del Parlamento. Il Consiglio dei Guardiani, il potente organismo della Repubblica Islamica che ha il compito di approvare le candidature alla presidenza della repubblica e al Majlis , ha diramato lo scorso 5 marzo la lista ufficiale dei candidati ammessi alle consultazioni. Tale passaggio istituzionale era condizione per l'avvio della campagna elettorale che, secondo la prassi in uso in Iran, caratterizza solamente la settimana precedente l'elezione. Secondo quanto riportato dal portavoce del Consiglio, Abbas Ali Kadkhodaei, sarebbero stati circa 4.500 gli ammessi alle consultazioni, mentre più di 2.000 tra riformisti e moderati hanno visto respinte le proprie candidature e non potranno di conseguenza competere per un seggio.
Il rinnovo del Majlis avviene in un momento molto delicato per il governo iraniano, sollecitato dalla comunità internazionale, guidata dagli Stati Uniti, a fare un passo indietro nel suo programma nucleare. Il terzo round di sanzioni, approvate lo scorso 3 marzo con una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu (14 voti favorevoli e un astenuto), rappresentano un altro duro colpo per l'economia di Teheran, sostenuta tuttavia in quest'ultimo periodo dall'ascesa vertiginosa del costo del petrolio.
Per questo motivo, alcuni analisti politici ritengono che Ahmadinejad e Khamenei siano più interessati all'esito delle elezioni presidenziali americane che si terranno a novembre, piuttosto che ai risultati che usciranno dalle urne il prossimo 14 marzo: un'eventuale affermazione di Hillary Clinton, e ancora di più di Barack Obama, sarebbe accolta con particolare favore dal governo iraniano perché potrebbe significare un'attenuazione della forte pressione internazionale cui è sottoposto. In caso di vittoria di McCain, invece, Teheran si troverà nuovamente a fare i conti con un repubblicano alla Casa Bianca.
In questo dossier sono presentati ed analizzati dati statistici sulle elezioni, parlamentari e presidenziali, svoltesi in Iran dal 1993 al 2005. Il contesto politico è presentato in una scheda sui principali partiti e schieramenti dove si mettono in evidenza i leader, la storia e le posizioni politiche che esprimono (riformiste, moderate o conservatrici). Infine, l’analisi del contesto politico interno ed internazionale è affidato a due esponenti di correnti politiche molto diverse: Nima Rashedan, noto analista politico ed ex leader del movimento studentesco ora in esilio; e Fatemeh Rahbar, vice-presidente della Commissione Cultura del Majlis (il Parlamento iraniano) e deputata del partito di Ahmadinejad.

Autore: Piero Spinucci
In collaborazione con: Maryam Afshang

Sommario

Introduzione
ANALISI
Elezioni parlamentari: un referendum su Ahmadinejad?
Una vasta frammentazione politica
I giovani hanno scelto di astenersi?
INTERVISTE
Nima Rashedan: “Le elezioni che interessano ad Ahmadinejad sono quelle americane”.
Fatemeh Rahbar: “Alle elezioni tutto il paese voterà per il Presidente, anche i giovani”
RISORSE
L'età media dei parlamentari iraniani è 50 anni
Il quadro istituzionale iraniano
Leader Supremo
Presidente della Repubblica
Parlamento (Majlis)
Assemblea degli Esperti (Majlis Khobreghan)
Consiglio dei Guardiani (Shora-ye Negahban)
Consiglio per il Discernimento di Stato (Majlis Tashkhis Maslehat Nezam)
Consiglio Supremo della Sicurezza Nazionale (Shora-ye ali amniat melli)
Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Sepah pasdaran enghelab eslami)

 

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