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Sahrawi
Sorta come una questione di decolonizzazione negli anni ‘60, assunte le caratteristiche di un problema bellico a partire dagli Accordi di Madrid del ’75, la questione sahrawi alimenta le tensioni nell’area maghrebina e costituisce un forte elemento d’instabilità nella regione. Meno apparente degli altri conflitti – forse perché non caratterizzato da atti di terrorismo – , la non soluzione del problema rischia di compromettere lo sviluppo della regione. Il conflitto fra Polisario e Marocco costituisce un reale ostacolo al processo di progressiva integrazione di Stati e popolazioni promosso dall’Unione del Maghreb Arabo.
La questione sahrawi, richiamata dai media internazionali solo in occasione della Parigi-Dakar - il cui tracciato passa spesso attraverso il muro armato che separa i territori invasi dal Marocco e quelli amministrati dalla RASD -, è potenzialmente una cancrena che può avere pesanti conseguenze anche ad un livello più ampio, creando situazioni di disperazione che potrebbero condurre ad una rapida ripresa della guerra.
D’altra parte, in gioco non è solo l’avvenire della regione, ma anche la credibilità di organizzazioni internazionali, come l’ONU e l’UA (ex OUA), e di stati, come la Francia e gli Stati Uniti che, proprio nel conflitto, trovano un terreno di scontro a causa delle diverse posizioni assunte.
Sommario
- Le origini del conflitto
- I protagonisti
- RASD
- Marocco
- Mauritania
- Libia e Algeria
- Spagna
- Francia
- Stati Uniti
- Organizzazioni internazionali
- Una questione ancora aperta
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